martedì 20 ottobre 2009

The Glamour Manifesto

Dopo l’approdo in Giappone, dove questo disco è ucito prima che da noi, i The Glamour Manifesto tentano la salita tra le hits italiane con il loro omonimo album d’esordio. Quattro ragazzi di Jesolo (Armen, Francesco, Riccardo e Mattia) si vestono di uno stile innovativo, fresco e spensierato.
Sicuramente diretti all’attenzione dei teenagers, la loro musica è libera sia da un punto di vista sonoro che testuale. I temi trattati decantano uno spirito ribelle, un voler essere fuori dagli schemi che unifica un po’ tutto l’universo giovanile. I testi sono poco originali, ma è giustificabile se si pensa all’età dei loro ipotetici ascoltatori. Aggiungono alla musica elettronica una venatura di indie che fa sfoggio di un’originalità capace di oltrepassare i confini italiani.
L’ Intro e Interlude sono due tracce strumentali, dal forte impeto melodico. Molti brani si focalizzano sulle questioni sentimentali, vissute con l’esperienza degli occhi di un ragazzo.
Between Transparent and Sparkling è una dichiarazione d’amore semplicistica, coerente con i nostri tempi, Visual System Turismo descrive il desiderio di trascorrere un’avventura notturna con una ragazza piacente. Lights, Cameras, Action! L’incontro d’amore come in una scena di un film.
No, No.. Now! È proprio ora il momento di vivere l’ emozione nella follia del sound. Digital Behavior, il piacere dell’ubriachezza in due. Nuclear Me: un’esplosione di energia sul dancefloor .
Non mancano i riferimenti all’indie con Hide and Eat che tratta classici discorsi di un corteggiamento adolescenziale (che con poche perifrasi svela il nocciolo della questione) e Sunlight Vs Moonlight che parla di una ragazza iperattiva, una regina della notte nella discoteca che illumina le serate di chi la guarda.
My Favorite Murderer è un inno alla libertà d’espressione  e una simpatica fuga dalla morte che prende in giro un ipotetico assassino.
L’ultima traccia è il coinvolgente Hyper Mix di Between Transparent and Sparkling.
Il felice incontro della band con il sound engineer Luca Spigato (che ha prodotto anche i Vanilla Sky) gli ha permesso di ridurre le tappe della gavetta verso il successo. Recentemente hanno anche partecipato all’MTV Total Request Live.

L’estro musicale è il marchio del loro successo di giovani tra i giovani, in quanto non si amalgamano al classico genere prettamente “made in Italy” destinato agli under twenty, tuttavia, la monotonia tematica risulta a lungo andare stancante per i più pretenziosi.


                                                                                                                          RRocks

lunedì 19 ottobre 2009

Paradise Lost: Faith Divides Us - Death Unites Us

Undici anni di esperienza, quindici album alle spalle, la band inglese è un pilastro del gothic/doom metal moderno. Ultimamente si sono avvicinati anche al synth apportanto molti effetti elettronici nel loro sound. Reduci dall’indirizzo death degli esordi, Holmes passa dal growl alla classica vocalità con maestria.
I Paradise Lost sono portavoci di una malinconia universale.
Artisti surreali, proiettano atmosfere nordiche al limite tra inferno e paradiso. Il fascino del gothic proviene soprattutto dall’utilizzo di scale minori armoniche, derivanti dalla musica sacra medioevale. Questo gli dona quel senso mistico e misterioso che tanto affascina i suoi seguaci.
Per gli amanti del genere, presentano un lavoro ricco di introspezione. Temi funerari, psicologici, crudi, caratterizzano un album dal non facile ascolto, più vicino, forse, ad animi riflessivi e dai gusti poco scontati. Atmosfere oscure rendono accattivante ogni brano, come una scoperta dentro il segreto di se stessi ed del mondo che ci circonda.
As Horizons End, voci corali introducono un ambiente spettrale,è tutta giocata su riff relativi a scale minori che appesantiscono l’aria e la sensazione della fine. I Remain, un tema prettamente gotico riscalda l’intero brano donandogli un tono più aggressivo e movimentato. First Light è un brano tipicamente doom, dai passaggi molto intimistici, con un delicato e appassionato assolo di tastiera. Frailty, torna il coro, stavolta diretto verso ritmi graffianti carichi di energia. Faith divides us death unites us, un viaggio verso dimensioni altre. Dove la fede cessa di esistere esiste solo la certezza della fine. The Rise Of Denial, un coro di monaci apre le porte infernali di un’atmosfera che riesce ad essere realisticamente demoniaca.
Non manca un tocco di sound aggressivo in Living With Scars e Universal Dream, dove la chitarra si destreggia in buoni assoli ricchi di intensità. Last Regret, un universo melanconico e atemporale, un oscuro dispiacere tra i ghiacci dell’anima che nasconde però un acceso finale. In Truth svela la maschera della falsità che sorge dalle tenebre di una melodia intrigante e misteriosa.
Questo lavoro è stato prodotto da Jens Bogren, che ha lavorato con i magnati del doom/ gothic quali i Katatonia e gli Opeth.
Faith Divides Us - Death Unites Us è un album dalle forti emozioni, propenso però verso chi si è già affacciato sulla dimensione unica e attraente del gothic, in modo tale da valorizzare al massimo questo stile privandolo del velo dell’incomprensione.

                                                                                                                          RRocks

lunedì 5 ottobre 2009

Sunset: I.H.R.

Il fortunato e recente sodalizio di tre artisti (Alberto Rot Rudoni – chitarra, Simon Locatelli – voce , Alex Rosalio – basso) ci regala un rock tutto italiano.
I Sunset possono decantare molti meriti, il più rilevante è l’ardua scelta di cantare, in lingua italiana, dei brani dalla ritmica storicamente ed oggettivamente più vicina all’inglese. La loro forte personalità, una voce dall’estensione invidiabile, una buona tecnica metal ( sono evidenti i precedenti della partecipazione nei Transylvania, cover band degli Iron Maiden) e l’originalità stilistica, hanno nutrito un album estroverso e dal sapore inconsueto. Questo loro esordio riconduce quasi ai vecchi Litfiba, con testi  capaci di offrire immagini surreali, tra metafore oniriche e mera quotidianità.

L’estro si fa sentire fin dall’inizio con H.I.C. , una simpatica registrazione elettronica, tendente al growl, che sponsorizza il nome del gruppo e quello dell’album e non manca neppure nella traccia bonus finale: Slam Dunk, un connubio tra metal e giapponese che non passa inosservato.
Carica R.N.R. è un rock’n’roll modernizzato dall’esperienza heavy metal. È una sconvolgente emozione nell’animo di un uomo, ispirata dalla sensualità prorompente di una donna. Il legame tra rock duro e sentimento è sempre stata una carta vincente. Se Solo Sei è un inno alla vita, dedicato a chi non ha prospettive differenti dal proprio isolamento. Perché il rock sa essere consolatorio più di ogni altra cosa, sarà proprio lui “l’angelo” tanto menzionato nel brano?
Nella molteplicità intenzionale di I.H.R. vi sono anche due tracce dal gusto funk:  Ombre e Nuvole che si scorgono nel deserto della mediocrità di chi non si è mai fermato a riflettere sul senso della propria esistenza e Portami Via, una fuga verso lande felici e soprattutto soleggiate, umanamente e musicalmente.
Talvolta siamo noi stessi i nostri peggior nemici: Veleno Per L’anima racconta la trasformazione camaleontica dell’uomo attraverso un’ubriaca sofferenza. Il viaggio continua con Grigio Notte la quale vanta di un’eccellente ambientazione, con tanto di effetto fonico del traffico. È una corsa che sa di ricerca nella frenesia cittadina, un sogno, un monologo lungo la strada verso il senso.

Italian Heavy Rock è disponibile in distribuzione digitale, è un album che rappresenta l’italianità, il compromesso tra il rude uomo rock’n’roll e l’uomo riflessivo, alla scoperta di se stesso e dei propri limiti, nei piccoli grandi episodi della vita. La stesso navigare in più generi e saper fondere passato con presente è una realtà italiana, un’etichetta che i Sunset hanno sbandierato con ingegno, creatività e bravura.


                                                                                                                          RRocks