venerdì 30 luglio 2010

Stone Temple Pilots: Stone Temple Pilots

Tra rimasugli del passato e evoluzioni, gli Stone Temple Pilots propongono il loro settimo album dopo ben sette anni di silenzio. La band, nel 1992, inserisce il suo nome nella lista delle pietre miliari della così detta scuola “grunge”, capitanata ovviamente dalla città di Seattle, nonostante il gruppo sia di origine californiana. I loro due album più conosciuti sono Core (1992) e Purple (1994), che emanano il massimo della loro energia ipnotizzante, sperimentando un sound forte e dal tocco assolutamente personale.
Dagli inizi, la formazione è rimasta intatta (Scott Weiland - voce, Dean DeLeo - chitarra, Robert DeLeo  -basso, Eric Kretz - batteria), grazie al ritorno del  frontman Scott Weiland, il quale, dopo aver composto due album da solista e aver calcato i palchi come cantante dei Velvet Revolver (che hanno concepito singoli noti al pubblico internazionale) per una breve stagione durata due dischi, si lancia a ritroso nel trascorso, lì dove ha segnato la storia, seppur con occhi diversi. Certamente, il suo viaggio dentro altri orizzonti musicali ha condizionato molto la composizione di questo album, che in parte ripropone la carica emotiva del passato e in parte la rinnega, aprendosi  a momenti dalle sonorità soft, che si fanno affascinare dalla riflessione e dalle romanticherie. Sicuramente non sono più gli scapestrati di wicked garden o vasoline, ma in alcuni brani si respira ancora l’aria di quel carattere irriverente e grintoso. Questo lavoro abbraccia e codifica in note tutte le loro esperienze ormai ventennali e zampilla su onde che variano dal brit pop, al vecchio rock’n’roll, al post/grunge, al glam rock.
È evidente un cambiamento di base, sia nella scelta stilistica che tematica. È naturale che un artista progredisca e di conseguenza modifichi la propria arte in base alle proprie esigenze, come, d’altro canto, è comprensibile che l’ascoltatore si trovi inizialmente spiazzato dall’eventuale trasformazione dell’idea di quel prodotto artistico, alla quale si era abituato. Resta comunque un buon disco, senza dubbio non è il più emblematico della loro produzione, ma segna l’inizio di una nuova era, di un’altra chance, pur mantenendo l’essenza del loro carisma.
Gli stone temple pilots sono già in tour mondiale per festeggiare la reunion e proporre ai fans il nuovo album, prodotto dall’ Atlantic Records.

                                                                                                                          RRocks

martedì 20 luglio 2010

Jocelyn Pulsar: Il gruppo spalla non fa il suondcheck

I Jocelyn pulsar, formatisi nel 2001, hanno prodotto il loro ultimo disco, “Il gruppo spalla non fa il suondcheck”. Il titolo è alquanto ironico, è originale il loro essersi focalizzati sull’esperienza musicale vista dall’ottica di gruppi molto spesso subordinati alle band più acclamate. La loro è una sensazione riscontrabile un po’ in tutti gli aspetti della realtà, un contrasto tra vita artefatta e vita genuina.
La band di Forlì ruota nell’orbita di indie/pop movimentato e brioso, in questo album racconta con spontaneità la vita quotidiana giovanile, mettendo in luce alcuni dettagli che talvolta passano inosservati e usando espressioni stravaganti, del tipo: “babbo natale non lo senti perché fa piano”  (nel brano: il gruppo spalla non fa il soundcheck),  oppure lo scherzoso aneddoto su di un gatto che non sa di finire in pentola ai ristoranti cinesi (in: spaghetti di riso con le verdure senza uova).
Si intrecciano momenti di riflessione sul ricordo di un’infanzia felice a pensieri, un po’ annoiati, sul da farsi nel concreto di tutti i giorni, come accendere la televisione, cucinare, uscire, guardare un film horror. Il tempo scorre e sorge spontanea l’ipotesi di come sarebbe stato se in passato fossero state scelte opzioni diverse, come fare il pilota spaziale e godersi un universo privo di legge gravitazionale.
Non mancano neppure degli incontri fantastici con un venditore di quadri, affabile promotore della cultura seppur sconosciuto dai più. Questo album  raccoglie le peculiarità delle esistenze di persone semplici, le vere protagoniste del quotidiano, le quali riescono a fuggire dalla monotonia attaccandosi al sogno e alla vivacità.


                                                                                                                          RRocks