La band
siracusana propone al pubblico il suo primo disco. Il loro nome è stato suggerito dal cantante in preda ad una
faringite e deriva dall’omonimo medicinale a lui somministrato.
Lo
sguardo del pazzo è colorato da dieci tracce suggestive, stranianti. Si
affacciano all’introspezione e all’osservazione della realtà da punti di vista
soggettivi e fantasiosi. Amore, passione, delicatezza, sono cucite con maestria
da suoni caldi come un soffio di vento sulle spiagge siciliane. Il tempo corre
e sfugge al pensiero umano durante il suo porsi domande esistenziali, semplici
ma fondamentali. Testo e musica si intrecciano offrendo linguaggi metaforici,
figli di un’esperienza interiorizzata tra ricordi fantasma evocati dal
desiderio di profumi d’amore, in bilico tra pathos nostalgico e gioia. L’ambiente
sonoro è quello del sogno, tra pianoforti picchiettati con dolcezza e volumi
soffusi ma intensi, tutto concorre a completare l’idea di un’aura
trascendentale, psicologica. È un’ode alla pseudo pazzia positiva, quella che
da un tocco di vivacità alla vita, un’estasi che si coglie in sguardi profondi
e contemporaneamente distratti, liberi dalle opinioni diffidenti di chi assiste.
A detta
dei Froben “lo sguardo del pazzo è di tutti” e sarebbe interessante andare a
testare quanto sia vera questa affermazione. Gli occhi dell’immaginazione sono
un bene comune ed i Froben li hanno
presi come stimolo creativo con convinzione e sentimento. Per il brano "I capelli raccolti di Annes" è
stata creata anche un’elegante illustrazione a cura Antonella Pinnetti
Anteprima. La casa produttrice è la Seahorse Recordings.
RRocks
RRocks
Nessun commento:
Posta un commento