I Jocelyn pulsar, formatisi nel 2001, hanno prodotto il loro ultimo
disco, “Il gruppo spalla non fa il
suondcheck”. Il titolo è alquanto ironico, è originale il loro essersi
focalizzati sull’esperienza musicale vista dall’ottica di gruppi molto spesso
subordinati alle band più acclamate. La loro è una sensazione riscontrabile un
po’ in tutti gli aspetti della realtà, un contrasto tra vita artefatta e vita genuina.
La band di Forlì ruota
nell’orbita di indie/pop movimentato e brioso, in questo album racconta con
spontaneità la vita quotidiana giovanile, mettendo in luce alcuni dettagli che
talvolta passano inosservati e usando espressioni stravaganti, del tipo: “babbo
natale non lo senti perché fa piano” (nel
brano: il gruppo spalla non fa il soundcheck), oppure lo scherzoso aneddoto su di un gatto
che non sa di finire in pentola ai ristoranti cinesi (in: spaghetti di riso con le verdure senza uova).
Si intrecciano momenti di
riflessione sul ricordo di un’infanzia felice a pensieri, un po’ annoiati, sul
da farsi nel concreto di tutti i giorni, come accendere la televisione,
cucinare, uscire, guardare un film horror. Il tempo scorre e sorge spontanea
l’ipotesi di come sarebbe stato se in passato fossero state scelte opzioni
diverse, come fare il pilota spaziale e godersi un universo privo di legge
gravitazionale.
Non mancano neppure degli
incontri fantastici con un venditore di quadri, affabile promotore della
cultura seppur sconosciuto dai più. Questo album raccoglie le peculiarità delle esistenze di
persone semplici, le vere protagoniste del quotidiano, le quali riescono a
fuggire dalla monotonia attaccandosi al sogno e alla vivacità.
RRocks
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