Tra rimasugli del
passato e evoluzioni, gli Stone Temple Pilots
propongono il loro settimo album dopo ben sette anni di silenzio. La band, nel
1992, inserisce il suo nome nella lista delle pietre miliari della così detta scuola
“grunge”, capitanata ovviamente dalla città di Seattle, nonostante il gruppo
sia di origine californiana. I loro due album più conosciuti sono Core (1992) e
Purple (1994), che emanano il massimo della loro energia ipnotizzante,
sperimentando un sound forte e dal tocco assolutamente personale.
Dagli inizi, la formazione
è rimasta intatta (Scott
Weiland - voce, Dean DeLeo - chitarra, Robert DeLeo -basso, Eric Kretz - batteria), grazie
al ritorno del frontman Scott Weiland,
il quale, dopo aver composto due album da solista e aver calcato i palchi come
cantante dei Velvet Revolver (che hanno concepito singoli noti al pubblico internazionale)
per una breve stagione durata due dischi, si lancia a ritroso nel trascorso, lì
dove ha segnato la storia, seppur con occhi diversi. Certamente, il suo viaggio
dentro altri orizzonti musicali ha condizionato molto la composizione di questo
album, che in parte ripropone la carica emotiva del passato e in parte la
rinnega, aprendosi a momenti dalle
sonorità soft, che si fanno affascinare dalla riflessione e dalle romanticherie.
Sicuramente non sono più gli scapestrati di wicked
garden o vasoline, ma in alcuni
brani si respira ancora l’aria di quel carattere irriverente e grintoso. Questo
lavoro abbraccia e codifica in note tutte le loro esperienze ormai ventennali e
zampilla su onde che variano dal brit pop, al vecchio rock’n’roll, al
post/grunge, al glam rock.
È evidente un cambiamento
di base, sia nella scelta stilistica che tematica. È naturale che un artista
progredisca e di conseguenza modifichi la propria arte in base alle proprie esigenze,
come, d’altro canto, è comprensibile che l’ascoltatore si trovi inizialmente
spiazzato dall’eventuale trasformazione dell’idea di quel prodotto artistico,
alla quale si era abituato. Resta comunque un buon disco, senza dubbio non è il
più emblematico della loro produzione, ma segna l’inizio di una nuova era, di
un’altra chance, pur mantenendo l’essenza del loro carisma.
Gli stone temple
pilots sono già in tour mondiale per festeggiare la reunion e proporre ai fans
il nuovo album, prodotto dall’ Atlantic Records.
RRocks
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