sabato 15 giugno 2013

La mia straordinaria avventura con il Rolling Stone Magazine part1

Seppur di breve durata, ricordo con affetto questa settimana d'agosto 2010, una delle più importanti della mia vita. Un'esperienza indelebile nella mia mente alla quale ritorno metafisicamente ogni qual volta la mia consapevolezza del presente non mi gratifica. La mia storia è molto semplice e non necessita di plateali aneddoti romanzati sui miei trascorsi. Nella vita ho inseguito sempre un solo grande sogno: la musica. Dopo questa certezza, lo scrivere di essa mi è parso naturale e necessario. Dati questi precetti, alcuni anni fa decisi di tentare la tortuosa strada del giornalismo musicale. Non ho riscontrato ampi consensi né ho acquisito onorificenze che potessero ingranare il mio duro lavoro e protrarlo in alto, verso lande dove spira il vento della popolarità. Resto una giovane ragazza anonima con una grande passione. Molto spesso non mi basta e vorrei davvero concretizzare questo mio progetto di vita, eppure non tutto dipende da noi. Oggi mi domando se sia davvero questo il mio destino o se tale mio tentativo di emergere come giornalista sia una mera velleità che non è equiparata da una effettiva mia capacità nello scrivere. Forse non sono adatta ad adempiere il grande compito della comunicazione ma mi piacerebbe comunque provare, avere una possibilità. In tanti anni di porte sbattute in faccia, quasi non mi parve reale l'aver vinto il concorso come reporter per il Sziget di Budapest 2010. Alla prima telefonata da parte della redazione del Rolling Stone pensai fosse uno scherzo la interruppi bruscamente. Avevo inviato loro un mio articolo con una breve descrizione caratteriale e una foto molto semplice che mi ritraeva nel mio quotidiano attimo di godimento birroso. Ebbene, ero una tra tanti e partecipai senza molto entusiasmo perché ero certa di non essere scelta. 
Eppure non fu così. La gioia mi trasalì da ogni poro e pensai fosse come una manna dal cielo, un segno divino che mi illuminasse un percorso così tanto agognato. 
Quella settimana fu appunto indimenticabile e l'unica stella di diamante di cui io possa parlare per quanto riguarda la mia aspirante e ipotetica carriera. Dopo tre anni, resto ancora un'anonima ragazza con la passione per il rock e niente di più ma si sa, solo gli impavidi rasentano la vetta e forse, un giorno qualunque, potrò anch'io improvvisamente respirare l'ossigeno dall' Himalaya.

Questo è il report del mio primo giorno a Budapest, Enjoy.

Al via Sziget Festival 2010

Day Zero - Il Sziget Festival è un intreccio fantasioso di varie forme d'arte, una sequenza di emozioni, colori e sorrisi, un luogo dove chiunque si sente a casa, a prescindere dalla nazionalità.

E’ iniziato tutto nel lontano 1993. L’ isola di Obuda, nel cuore di Budapest, galleggia sul Danubio vestendosi a festa per raccogliere questo impressionante spettacolo, ormai divenuto il terzo festival più importante del mondo. Il Sziget Festival è un intreccio fantasioso di varie forme d’arte, una sequenza di emozioni, colori e sorrisi, un luogo dove chiunque si sente a casa, a prescindere dalla nazionalità. Quest’anno si esibiranno band di altissimo calibro, tra cui Iron Maiden, Bad Religion, Gotan Project, Thirty Second To Mars, Muse, Kasabian e tanti altri. C’è spazio per artisti di ogni corrente musicale i quali, in base al genere di provenienza, dispongono di un palco e una zona delimitati. Questa particolarità permette all´ascoltatore di passare con facilitá da un´atmosfera blueseggiante al mondo elettronico, riempiendo i minuti che separano i due ambienti con una canzone degli AC/DC come sottofondo.
Nonostante sia arrivata solo ieri, mi è stato impossibile non restare ammaliata dall’atmosfera generale, armonia e caos convivono magicamente nello stesso ambiente. La natura colora ogni spazio, accarezza chi si sdraia sui prati per essere baciato dal sole mentre l’aria trasporta l’eco musicale delle band sul palco, o dei particolari pub che offrono buona birra a prezzi iper convenienti. Qui è possibile trovare qualsiasi cosa, sembra quasi che sotto la distesa di sabbia, che fa da parterre per il maestoso palco, si possa scovare un tesoro. La varietà dei servizi offerta lascia poco spazio all’immaginazione: in pochi metri, cinquanta persone provenienti da ogni parte del mondo, mangiano prodotti tipici ungheresi, cinesi, messicani, americani e, ogni tanto, anche italiani. Ogni vialetto nasconde una peculiarità, esposizioni di quadri, bancarelle vintage, tatuatori e sempre tanta musica.
L´8 agosto ha visto l’arrivo della maggioranza dei partecipanti allo Sziget, sprizzanti d’energia e pronti a tutto, anche a cimentarsi nel bungee jumping, a scalare una colonna per poi riscendere attaccati ad una funivia o a bere un cocktail versato in un secchiello da spiaggia con una cannuccia lunghissima. Si sono inoltre esibite alcune band emergenti vincitrici di contest, la zona adibita alla musica blues/rock ha già proposto buone idee che approfondiremo meglio nei prossimi giorni.


Oggi, 9 agosto, chiamato il giorno “zero” perché precede i cinque giorni di fuoco in cui si esibiranno le band più conosciute, è dedicato al genere reggae/ska, un tripudio di ritmi incalzanti, la folla estasiata è sempre più fomentata dall´attesa e dalla curiosità di quello che accadrà nei prossimi giorni. I campeggi sono ormai pieni, da ogni dove spuntano persone di tutte le etá pronte a socializzare con uno smagliante sorriso sulle labbra e la cosa più speciale é proprio il riuscire a ricambiarlo con la più grande naturalezza. In tutta l’area si avverte un forte spirito di fratellanza che ricorda molto la cara Woodstock del 1969 nonostante si tratti di due realtà e storie differenti, perché lo Sziget ha qualcosa da raccontare ed insegnare al mondo.
Nell’isola di Obuda la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Continuate a seguirci per scoprire il seguito di questa folle e straordinaria avventura.

RRocks

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