Sziget day 1: si balla fra reggae, ska e blues
Fra langos e gulash, Ska P e Buena Vista Social Club, il racconto della giornata
La serata del giorno uno è stata un tripudio di energia e colore. Le premesse per una giornata scoppiettante sono partite giá dal pomeriggio che ha ospitato, sul palco del grande main stage, il concerto degli Ska P, i quali hanno rinfrescato la cocente isola con una ventata di allegria.
Il clima subisce una grande escursione termica e si gira con un pullover in borsa per coprirsi al sorgere del sole. Lo Sziget viaggia solo su due binari opposti e l´eccesso é la carta da giocare per sentirsi un vero abitante dell´isola. La zona dedicata agli headbangers era iper affollata grazieall´esibizione dei Children of Bodom che hanno calcato la scena con armonie tetre, assoli di chitarra molto tecnici e tanta grinta che ha fomentato il pogo collettivo.
Dall´altro capo dell´isola era presente uno scorcio di Cuba, i Buena Vista Social Club. La corposa band ha raccontato in musica la cultura della propria terra con un ritmo latineggiante e senza tempo. Non molto lontano da questi è posizionato il party arena, il tempio della dance che ha accolto una calca claustrofobica durante lo show di Dj Shadow. Per le ore serali del main stage, è stata la volta dei
Madness.
Sicuramente il concerto che ha accolto più fans è stato quello dei Bad Religion. Incredibile il numero
di italiani lì presenti che sbandieravano il nostro simbolo tri colore al ritmo di un punk rock che ha
fatto la storia del genere. Erano presenti persone di ogni generazione e nazionalità, a dimostrazione
che qui il tempo e lo spazio sono ininfluenti.
Passeggiando fra le stradine alla ricerca di un lángos, una specie di pizza ungerese, fritta o non, sempre ipercalorica, resto ammutolita da una blues band davvero notevole. Padrone del palco è un estroverso cantante-chitarrista afro americano dalla voce profonda, vestito in maniera stravagante e multi colororata, accompagnato da un giovane bassista e un batterista: si tratta dei
Lord Bishop Rocks. Hanno ipnotizzato il pubblico con rock-blues dalla carica sensuale e coinvolgente,sembravamo tutti in balia di un rito voodoo. Dopo il fascino di questa band, non mi resta che andare a riposarmi ma lo Sziget ha altre sorprese da propormi.
In altri prati c’è anche chi sorseggia un cocktail versato in un secchiello da spiaggia con una cannuccia lunga un metro o chi aggiunge alla propria capigliatura delle treccine colorate che si vendono nella zona reggae. C´é perfino una zona adibita al relax, in caso qualcuno non lo si senta già abbastanza!
Allo Sziget Festival, basta voltare l´angolo per scoprire qualcosa di nuovo. Dall´isola di Obuda é tutto,
per ora.
RRocks
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