Il quarto giorno del Sziget Festival è stato uno dei più attesi grazie all’esibizione degli Iron Maiden,
nonostante la stanchezza ed il caldo siano arrivati a livelli esorbitanti.
Durante il pomeriggio il main stage ha ospitato gli italiani Subsonica, i quali hanno suonato brani
sia di inizio carriera che recenti. Sullo stesso palco, qualche ora dopo, sono apparsi gli Iron Maiden dimostrando come il tempo non sia riuscito a scalfire la loro
energia. Incredibili le acrobazie nelle quali Bruce Dickinson si è lanciato contemporaneamente alla
prestazione canora, compresi gli altri componenti così sfrenati da sembrare degli adolescenti al
primo concerto.
La scenografia è stata curata minuziosamente, lo sfondo era costituito da una gigantografia di copertine
di loro album (con tutte le varianti possibili dell’inossidabile Eddie), e il repertorio ha soddisfatto i fan perché, nonostante il tour mondiale sia dedicato alla promozione del loro nuovo album,
non si sono risparmiati nel riproporre i loro singoli più acclamati. In molti conoscevano a memoria
ogni pezzo, e l’emozione generale è aumentata con l’apparizione di un maxi Eddie sul palco che
simulava un attacco ai Maiden con una chitarra elettrica in mano.
Dickinson ha saputo conquistare l’attenzione del pubblico e in tutta l’isola risuonava il suoScream for me Budapest. Il fan
più stimato dei Maiden? Un uomo che aveva tatuati più di cinque Eddie, la calca l’ha preso in braccio
e festeggiato nell’euforia generale. Lo show si è concluso con Running Free, un loro pezzo
storico che calza a pennello con lo spirito szigettiano.
Oltre a questo illustre pezzo di storia dell’heavy, sull’isola di Obuda vi sono stati altri eccellenti
spettacoli. Nella zona metal gli ormai famosi headbangers sono stati scossi dai Kamelot con un tocco
di vecchio power metal. Ammaliante la calda e profonda voce di Nina Hagen, estrosa e
dal fascino oscuro che ha proposto alcuni dei suoi pezzi più famosi e molte cover country-blues che
hanno attirato l’attenzione dei molti hippie del Sziget.
Il party arena era più affollato del solito grazie agli Infected Mushrooms, un gruppo
israeliano di musica elettronica, psichedelica e sperimentale, che aggredisce i neuroni ,mentre nella travelling funfair si
esibiscono quotidianamente compagnie teatrali e di danza. Oggi, dalla collinetta di fronte al palco,
ho ammirato una compagnia spagnoleggiante che suonava dal vivo con una minuta ma significativa
strumentazione, si snodava in un flamenco modernizzato da passi di danza contemporanei molto
raffinati, seppur movimentati.
Oltre alla musica e all’arte, sull’isola è presente una zona adibita alle iniziative sociali
in cui sono allestiti vari stand che offrono informazioni inerenti ai disturbi alimentari o malattie
in generale, fanno gratuitamente il test dell’ hiv, raccolgono collette per la beneficenza ed anche esiste un ability park per intrattenere i diversamente abili. Sono state edificate zone nelle quali è possibile utilizzare gratuitamente giochi di logica e non, giostre ed altri originali passatempi. Sono molto frequentati anche un labirinto e un piccolo museo di antichità.
Il 15 agosto, ultimo giorno di Sziget 2010, è ormai alle porte. Si avverte una certa tristezza, classica
sensazione prima di ogni partenza, ma questo non smorzerà l’adrenalina necessaria per reggere i
prossimi spettacoli: Monster Magnet, Fear Factory, Danko Jones, Kasabian e tanti altri.
Saranno i
Muse a chiudere le porte dell’isola che non c’è, continuate a seguirci per leggere il resoconto finale!
RRocks
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