martedì 18 giugno 2013

Sziget day 5, Muse e Kasabian chiudono la kermesse

Ultimo giorno sull’isola di Obuda, si avverte una tristezza generale sui volti di chi disfa le valigie o smonta le tende. Questo luogo paradisiaco ci ha fatto viaggiare su binari velocissimi e noi ci siamo illusi ipotizzando che non potesse finire mai.
Il quinto giorno di Sziget ha visto le esibizioni di artisti molto interessanti. Il primo pomeriggio è stato movimentato dal rock’n’roll dei Death Valley Screamers, i quali hanno lanciato al pubblico alcuni dvd contenenti le loro canzoni, un modo originale per sponsorizzarsi al pubblico. Danko Jones e la sua band, attraverso il suo sound particolarmente ricercato, ha condito la piazza del main stage con un sapore diverso, non molto lontano dallo stoner sperimentale.

Il fascino prettamente brit pop dei Kasabian, ha ridotto le ore che anticipavano il concerto deiMuse, i quali sono stati acclamati dalla maggior parte degli abitanti dell’isola e attesi fin dalle ore più calde della giornata. L’impatto scenico, tra immagini tridimensionali e luci psichedeliche che viaggiavano sopra la platea, ha reso davvero magico uno degli show più emozionanti di tutto il festival. La band ha proposto i suoi pezzi più conosciuti, appartenenti sia ai primi album che ai più recenti, cantati a squarciagola dalle migliaia di persone strette l’una all’altra sia per il sovraffollamento del main stage che per la passione in comune per il gruppo britannico. È stato come una folata di vento che proiettava in un universo di suoni spaziali, i Muse dal vivo sono davvero eccezionali.

Gli headbangers han gustato lo spettacolare show dei Monster Magnet, un’ottima band caratterizzata da un sound potente, eclettico e trascinante. Tantissimi i fans presentatisi all’esibizione dei Fear Factory, i quali hanno proposto il loro ultimo album prodotto nel 2010. Sono una band abbastanza giovane e dal grande potenziale, il loro punto di forza è il saper mescolare vari aspetti del metal per tesserli in un unico quadro, dal forte impatto emotivo.
Il 15 agosto è stata una giornata all’insegna della qualità musicale. La sera ormai scesa sull’isola, ha portato tutti a raccogliersi in massa vicino al punto di ritrovo per la partenza verso casa. Molti gli increduli che sognavano ancora di essere appena arrivati, nonostante la stanchezza si facesse sentire fin dentro le ossa. Finito il festival, nell’umidità del sorgere del sole, lasciamo l’isola che non c’è sperando di poterla rivedere al più presto. Alcuni lasciano le proprie tende in campeggio sia per la fretta sia perché si dice che le donino ai senzatetto di Budapest. Chi fisicamente, chi col pensiero, ha piantato una parte di se sulla terra del Sziget, un luogo incantato che pare troppo bello per essere vero, un’avventura incredibile da affrontare almeno una volta nella vita.
RRocks

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