domenica 16 giugno 2013

Live Report Sziget Festival 2010 - 1st preview

Sziget giorno 1: oltrepassare il limite

L'eccesso è la regola del gioco per entrare nello spirito "szigettiano".
Il giorno zero ha scosso l’isola di Obuda come un terremoto. Qui il tempo non esiste e il sole scotta fino al tramonto, per poi lasciarti in balia di una forte umidità che penetra nelle ossa. 
L’eccesso è la regola del gioco per entrare nello spirito “szigettiano”.
A partire dalle ore 14, sul palco dell’arena jazz si sono esibiti gruppi appartenenti alla scena contemporanea ungherese, che hanno collaborato con artisti del calibro di Tommy Campbell e Dean Brown. L’ atmosfera straniava gli spettatori, persi nel groove come se fossero stati ipnotizzati. Molti si sedevano sulla collinetta per meglio ammirare il primo attore: un sassofono tenore sensuale e carismatico. Alla fine del concerto, mi avvio verso il simpatico mercatino e incontro un gruppo di ragazzi che ballano al ritmo del buon vecchio rock’n'roll, uno spettacolino é stato organizzato da Radio Barkas, una stravagante emittente radiofonica locale.

Dopo qualche danza e molti sorrisi, alzo il capo per meglio vedere tre giovani che sfidano la forza di gravità su dei trampoli altissimi, seguiti da una nave bianca e una schiera di ammiratori, tra i quali spicca un vecchietto in kilt.

La serata è poi esplosa al Main Stage grazie al concerto dei the Wailers, la calca era impressionante, cullata da un reggae scatenato e l’adrenalina saliva sempre più a livelli esorbitanti. Divertente passeggiare sulla stessa area appena finito il concerto: migliaia di bicchieri di birra sotterrati dalla sabbia.
La notte è ancora lunga, passeggio osservando il popolo dello Sziget dirigersi al locale prediletto, secondo le necessità e i gusti. All’ European meeting point centinaia di giovani volteggiano al ritmo di musica folk greca e ungherese, parevano quasi gli invitati ad un matrimonio tradizionale. Mentre giro l’angolo alla ricerca delle mini ciambelline fritte che creano dipendenza al primo assaggio, il mio sguardo si sofferma su coloro che si cimentano a cavalcare il classico toro impazzito delle fiere, tutto ciò condito con un po’ di southern rock americano. Continuando a camminare, mi scontro con delle maxi chitarre colorate che fanno da monumento alla zona dedicata agli headbangers, un’ eden per i metal fan che offre ottimi concerti e buone scelte musicali allo stereo. 
Oggi, giorno uno, l´isola di Obuda si è trasformata in una nuova Woodstock europea: oggi tocca agli Ska P e a seguire The Hives, Children of Bodom, Insane, Buena Vista Social Club, Madness, Bad Religion, tutti nella stessa giornata. La musica regna sovrana e anche io sono spinta, assieme alla folla, a seguirla in ogni piccolo micro mondo dello Sziget.

C´é ancora tanto da scoprire, vi lascio per fuggire alla ricerca di nuove stramberie e per raccontarvi altre avventure. Dall´isola di Obuda è tutto,
Stay Tuned!
RRocks

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